CNC
CATTEDRA DEI NON-CREDENTI
di San Zulian
Martedì 13 febbraio
1) Si può vivere una vita atea ed essere sereni? Tutti possono essere soddisfatti della propria condizione, ma appena ci si accorge che essa può migliorare sensibilmente ci si rende conto che il benessere precedente era solo relativo.
2) Prendendo spunto dal testo di Russell Perché non sono cristiano si sono analizzate alcune tematiche. Tra le diverse religioni tradizionali qual è quella vera? Una? Nessuna? Tutte? Se diverse religioni pretendono l'assolutezza, o sono tutte false (Russell) o solo una è vera (padre Konrad).
Secondo Russell dalla pretesa di verità delle religioni nascono fanatismi e guerre sante. L' ecumenismo invece cerca il dialogo per sottolineare ciò che le unisce invece di evidenziare ciò che le divide.
3) Ha senso scegliere a tavolino la religione a cui aderire?
Come non andiamo a studiare tutte le lingue per poi scegliere quella che riteniamo più consona per esprimere il nostro pensiero, ma anzi c’impegniamo ad usare la lingua con la quale siamo cresciuti nel modo migliore, così non ha senso scegliere tra le varie religioni quella che secondo noi è più veritiera. Se tutte le religioni sono espressioni diverse per dire la stessa cosa allora basta credere in un proprio Dio e comportarsi bene? Ciò porterebbe al relativismo.
4) Perché le religioni andavano a fare proselitismo (missionari)? La Chiesa deve aprirsi non può chiudersi, deve portare il Vangelo.
5) Il modo migliore per trasmettere la Verità non è a parole ma con l'agire: la testimonianza.
6) Pascal dice: o abbracci interamente una religione o niente, non puoi prendere solo ciò che ti va bene a tuo uso e consumo. Devi immergerti totalmente, provare il fuoco, l'ardore della fede, provare a fidarti ciecamente di Dio, rinnegare te stesso e porre nelle Sue mani il tuo destino. La religione non è un semplice insieme di precetti, ma è un dialogo intimo tra l’uomo e Dio.
7) Siamo credenti "tiepidi" perché non conosciamo nulla della nostra religione. Gli islamici incentrano la loro vita sulla religione pensando la loro vita intorno ad essa, noi invece pensiamo alla religione come a qualcosa che viene dopo, quando ci fa comodo, quando abbiamo tempo. Si va a Messa la domenica per avere la coscienza pulita e poi ognuno torna a fare la sua vita.
8) Possiamo vedere la religione come la manifestazione di Dio in un particolare luogo e tempo che chiama a sé l'uomo. Le diverse religioni dovrebbero cercare di essere d'accordo sui precetti fondamentali della vita, ma non bisogna dimenticare che la religione è inserita in una società e in un determinato periodo storico, quindi non si può pretendere di accordarsi su tutti i precetti contingenti, su questo punto è difficile dialogare. Basta vedere come una stessa religione cambi nel tempo. Dobbiamo cercare gli elementi di unità pur mantenendo le diversità perché legate all’identità storico-culturale.
Argomenti del prossimo incontro (20 marzo ore 17 Scuola elementare S. Giuseppe):
Tratto dal libro Perché non sono cristiano di Russell: i dogmi delle religioni sono precetti assoluti o legati al contesto sociotemporale?
CATTEDRA DEI NON-CREDENTI
di San Zulian
Martedì 13 febbraio
1) Si può vivere una vita atea ed essere sereni? Tutti possono essere soddisfatti della propria condizione, ma appena ci si accorge che essa può migliorare sensibilmente ci si rende conto che il benessere precedente era solo relativo.
2) Prendendo spunto dal testo di Russell Perché non sono cristiano si sono analizzate alcune tematiche. Tra le diverse religioni tradizionali qual è quella vera? Una? Nessuna? Tutte? Se diverse religioni pretendono l'assolutezza, o sono tutte false (Russell) o solo una è vera (padre Konrad).
Secondo Russell dalla pretesa di verità delle religioni nascono fanatismi e guerre sante. L' ecumenismo invece cerca il dialogo per sottolineare ciò che le unisce invece di evidenziare ciò che le divide.
3) Ha senso scegliere a tavolino la religione a cui aderire?
Come non andiamo a studiare tutte le lingue per poi scegliere quella che riteniamo più consona per esprimere il nostro pensiero, ma anzi c’impegniamo ad usare la lingua con la quale siamo cresciuti nel modo migliore, così non ha senso scegliere tra le varie religioni quella che secondo noi è più veritiera. Se tutte le religioni sono espressioni diverse per dire la stessa cosa allora basta credere in un proprio Dio e comportarsi bene? Ciò porterebbe al relativismo.
4) Perché le religioni andavano a fare proselitismo (missionari)? La Chiesa deve aprirsi non può chiudersi, deve portare il Vangelo.
5) Il modo migliore per trasmettere la Verità non è a parole ma con l'agire: la testimonianza.
6) Pascal dice: o abbracci interamente una religione o niente, non puoi prendere solo ciò che ti va bene a tuo uso e consumo. Devi immergerti totalmente, provare il fuoco, l'ardore della fede, provare a fidarti ciecamente di Dio, rinnegare te stesso e porre nelle Sue mani il tuo destino. La religione non è un semplice insieme di precetti, ma è un dialogo intimo tra l’uomo e Dio.
7) Siamo credenti "tiepidi" perché non conosciamo nulla della nostra religione. Gli islamici incentrano la loro vita sulla religione pensando la loro vita intorno ad essa, noi invece pensiamo alla religione come a qualcosa che viene dopo, quando ci fa comodo, quando abbiamo tempo. Si va a Messa la domenica per avere la coscienza pulita e poi ognuno torna a fare la sua vita.
8) Possiamo vedere la religione come la manifestazione di Dio in un particolare luogo e tempo che chiama a sé l'uomo. Le diverse religioni dovrebbero cercare di essere d'accordo sui precetti fondamentali della vita, ma non bisogna dimenticare che la religione è inserita in una società e in un determinato periodo storico, quindi non si può pretendere di accordarsi su tutti i precetti contingenti, su questo punto è difficile dialogare. Basta vedere come una stessa religione cambi nel tempo. Dobbiamo cercare gli elementi di unità pur mantenendo le diversità perché legate all’identità storico-culturale.
Argomenti del prossimo incontro (20 marzo ore 17 Scuola elementare S. Giuseppe):
Tratto dal libro Perché non sono cristiano di Russell: i dogmi delle religioni sono precetti assoluti o legati al contesto sociotemporale?
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