sabato 6 ottobre 2007

CNC
CATTEDRA DEI NON-CREDENTI
di San Zulian

Martedì 20 marzo 2007

1) In conformità a come noi consideriamo le religioni, tenendo come presupposti l’universalità della rivelazione divina da una parte e della comprensione umana dall’altra, abbiamo le seguenti correnti di pensiero:
-Relativismo: tutte false (nessuno può comprendere la rivelazione divina).
-Pluralismo: tutte vere (tutti possono comprendere, in modo diverso, la rivelazione divina).
-Esclusivismo: una vera e tutte le altre false (gli altri non possono comprendere la rivelazione).
-Inclusivismo: una più vera delle altre nella credibilità di tutte (gli altri comprendono meno bene).
-Evoluzionismo: l'ultima in ordine cronologico è più vera delle altre (la comprensione dipende dalla storia) [ma l’evoluzione culturale non è legata alla cronologia, come la rivelazione non muta nel tempo].
2) Scegliere di abbracciare una religione non è come comprarsi un’auto da un catalogo, è una cosa molto più coinvolgente. Siccome nasciamo in un contesto sociale di cui la religione fa parte, non avrebbe senso vivere secondo certe usanze, né professare una religione che appartiene ad un ambiente a noi estraneo. Allo stesso modo se nasco in un paese in cui si parla una certa lingua, non ha senso che io decida di impararne un’altra perché secondo me è migliore, tenterò piuttosto di parlare la mia nel modo migliore possibile perché, essendo cresciuto con essa, è parte di me. Inoltre non sarebbe giusto dire che gli altri sbagliano a parlare la propria lingua (non giudicare se non vuoi essere giudicato, perché gli altri potrebbero applicare lo stesso criterio su di te). Questo non é relativismo, bensì relatività culturale, cioè la consapevolezza che ogni linguaggio religioso dipende necessariamente dal tempo e dal luogo.
Russell critica questo pensiero dicendo che la gente non è libera di decidere se credere in Dio oppure no perché nasciamo già schiavi della religione della società in cui viviamo. Però quest’obiezione mira a colpire direttamente la credibilità stessa di Dio e non la naturale relatività delle culture umane.
3) Pur essendo convinti che la nostra religione sia la strada migliore per arrivare a Dio, ci vuole umiltà nell'esporre il nostro pensiero senza la presunzione di essere arrivati alla conoscenza completa, ma lasciando ogni porta aperta al dialogo e ai dubbi. D’altra parte non sarebbe sincero rispettare con distacco tutte le religioni, perché, se credo in una religione, ritengo che sia la più vera e tenterò con tutte le mie forze di convincere anche gli altri perché credo veramente che sia la strada migliore e possa fare del bene e aiutare molte persone. Se ho ottenuto la felicità, cercherò con ogni esortazione di rendere partecipi gli altri di questa fortuna. Siamo pronti a dare testimonianza della speranza che è in noi.
4) Padre Konrad usando la teoria degli insiemi vede la nostra religione come l'anello centrale, la pura verità, e le altre come anelli che intersecano in vari punti quello centrale, con elementi in comune (che partecipano quindi della verità) ed elementi propri (che non godono della verità assoluta).
5) Chi decide quando una verità diventa eresia? Un concilio? Sono comunque delle persone; é vero che interpretano la parola di Dio, ma possono sbagliare. Il concilio ha scelto la via migliore tra le tanti possibili,. ma le vie del Signore sono infinite. Il concilio parla a maggioranza, ma non é detto che la verità non possa risiedere anche in una sola persona. Ricordiamo che Cristo all’inizio era solo ad esporre le sue idee contro la mentalità tradizionale ebraica.
6) Come in questa società si è deciso che uccidere sia sbagliato, e quindi non si possa fare, così la Chiesa decide che, se vuoi appartenere a questa comunità, devi rispettare le norme che essa pone.

7) Perché fino a poco tempo fa la Chiesa ha voluto nascondere la Bibbia, evitando che il singolo fedele si avvicinasse da solo alle letture e volendo essere la sola interprete, quasi come se Dio non potesse parlarci direttamente e avesse bisogno di un avvocato? Perché effettivamente è pericoloso leggerla da soli senza avere un background culturale alle spalle che ci permetta di contestualizzare.
Servono delle guide o ognuno può essere interprete della parola di Dio? Ognuno può leggere le Sacre Scritture e dare una sua interpretazione, ma è saggio confrontare le proprie idee con un esperto in materia la cui interpretazione è di sicuro più in linea con il vero significato.
8) Dogma: verità rivelata da Dio e promulgata dal magistero della chiesa.
9) Qual è il limite tra precetto e dogma? Quale cambia nel tempo e si adatta alla società, e quale resta immutato nei secoli perché fondamento del credo? Vedremo forse un giorno preti sposati come agli albori della Chiesa? Potrà mai diventare sacerdote, parroco o addirittura Papa, una donna?
10) Perché da un giorno all’altro la Chiesa decide di stabilire un nuovo dogma? Perché essa coglie l'occasione socioculturale per divulgare ciò che si é sempre creduto fosse una verità pur non avendo mai avuto l'opportunità di definirla come dogma. Non si possono imporre tutti i precetti subito. Come un genitore non dice subito tutto al figlio su come debba comportarsi, ma lo accompagna mentre cresce, così la Chiesa aspetta che i tempi maturino per imporre un dogma.
11) Papa Giovanni Paolo secondo è stato essenziale perché ha chiesto scusa per gli errori fatti dalla Chiesa in passato, ma ha posto un dubbio: se la Chiesa è guidata dallo Spirito Santo, non è infallibile?
12) Non importa sapere cosa ha fatto la Chiesa in passato, ma ciò che è ora.
13) L'uso della forza è necessario. Non si può essere pacifisti, ma a favore di una guerra giusta. Se si è convinti delle proprie idee bisogna difenderle con forza. Ad esempio come si sarebbe potuto rimanere inerti di fronte alla pazzia nazista? D’altra parte dove le persone si uccidono è difficile pensare che Dio possa schierarsi a favore di qualcuno.
Anche lo Stato usa la forza per far rispettare le proprie leggi. Attenzione che la forza non è per nulla collegata con l’uso della violenza.
Le conversioni forzate sono una violenza alla libertà del singolo.
14) Al di lá di tutte le discussioni , a prescindere da tutti i filosofi e i teologi che hanno avuto idee diverse, oltre alla razionalità non dimentichiamoci che si può contemplare Dio anche col sentimento.
La bellezza del creato è la testimonianza più eloquente dell’esistenza di un Dio creatore. Forse gli artisti giungono più vicini a Dio rispetto ai filosofi perché colgono l’essenza della bellezza e l’esprimono in maniera diversa.


Argomenti del prossimo incontro (martedì 17 aprile 2007 ore 17 Scuola elementare S. Giuseppe):
Tratto da Perché non sono cristiano di Russell: il mistero del male; voluto da Dio o causato dall’uomo?

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